Filati e stoffe salvati dall’eccedenza, dalle rimanenze e da ciò che rischiava di restare inutilizzato. Ogni pezzo nasce anche da quello che c’era giĆ .
Sono tornata dal viaggio in Patagonia con della lana autoctona, gli occhi pieni di meraviglia e un senso di smarrimento.
Come poteva esistere una enorme discarica di abiti arrivati da lontano, prodotti e poi abbandonati, là dove ho ammirato i più bei colori che la natura potesse regalare?
Sto parlando del Deserto di Atacama.
Lì ho imparato a guardare la materia in modo diverso: non solo per quello che è, ma anche per quello che può diventare.
à anche da lì che nasce Atacama, la collezione dedicata ai filati di recupero. Un nome che per me non racconta solo un luogo, ma una contraddizione: ciò che viene considerato uno scarto può ancora avere molto da dire.
Natura, Atacama e Confine nascono da questa stessa ricerca. Non credo in un modo unico e perfetto di fare le cose. Credo nelle scelte, nelle possibilitĆ e nella responsabilitĆ di sapere cosa stiamo scegliendo.
Per questo cerco materiali naturali quando posso, recupero ciò che può avere una seconda possibilità e accetto anche di muovermi sul confine quando una scelta diversa permette di creare qualcosa che altrimenti non esisterebbe.
Per me creare significa anche questo: scegliere cosa vale la pena trasformare in qualcosa da indossare.
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